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Tensioni e speranze a poche ore dalla chiusura della Cop15. L'opinione di Gianni Silvestrini |
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Friday 18 December 2009 |
Come arrivare almeno ad un accordo politico, preludio di uno vincolante legalmente per tutti i paesi? Le posizioni a confronto. L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia a Ecoradio.
A poche ore dalla chiusura di Copenhagen si può pensare
probabilmente ad un accordo politico che solo in seguito verrà
trasformato in accordo vincolante. L’obiettivo di 2 °C sarà
probabilmente difficile da ottenere, e per molti si andrà anche oltre.
Comunque va tenuto come riferimento questo numero: 44 mld tonnellate di
CO2 equivalenti (ndr, cioè la quantità di CO2 massima da emettere
affinché si possa avere almeno il 50% delle probabilità di contenere la
temperatura; attualmente siamo su una media di 47 ton e quindi
basterebbe un taglio di soli alcuni mld di t/CO2). Le posizioni
e le strategie che si contrappongono: i Pvs puntano ad un prolungamento
del Protocollo di Kyoto con obiettivi vincolanti per i paesi
industrializzati e non vincolanti per i Pvs; i paesi industrializzati
vorrebbero invece un nuovo accordo legalmente vincolante per tutti i
paesi. Per dare il via a questa seconda opzione servirebbero
però molte risorse economiche da destinare ai Pvs. Quanti soldi
verranno messi sul tappeto dai paesi ricchi sarà l’elemento chiave per
riuscire a mettere d’accordo tutti i paesi in maniera vincolante. Ascolta L’opinione di Gianni Silvestrini , direttore scientifico di Kyoto Club e di QualEnergia.
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