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Valle del Sacco - 135 persone contaminate a vita dal beta esaclorocicloesano |
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Wednesday 14 January 2009 |
Continuano ad arrivare notizie allarmanti dalla Valle del fiume Sacco dove 135 persone sono risultate contaminate a vita in maniera irreversibile dal beta esaclorocicloesano, sostanza tossica derivata dalla produzione di un potentissimo insetticida, il lindano, bandito dal lontano 2001. Sfortunatamente, il numero dei contaminati, già di per sè impressionante, potrebbe rivelarsi ancora assolutamente provvisorio.
Infatti sono ancora in corso le analisi dei primi 440 campioni e nei prossimi giorni saranno sottoposte a indagini epidemiologiche altre 700 persone residenti nelle immediate vicinanze del fiume.
Le ricerche sono gestite e coordinate dal Dipartimento di Epidemiologia della Asl RmE, diretto dal prof. Perucci, su incarico dell’Assessorato all’Ambiente regionale per valutare lo stato di salute della popolazione in rapporto alle esposizioni ambientali nell'ambito del Progetto Salute della popolazione nell’area della Valle del Sacco. Il progetto suddetto si articola in varie fasi: dalla sorveglianza epidemiologica all’indagine trasversale della popolazione con caratterizzazione del livello di contaminazione, dagli studi statistici ad accurate indagini e analisi a campione.
Secondo l'Assessore Filiberto Zaratti "l’inquinamento ambientale dell’area di Colleferro è determinato da molteplici fonti e vi sono state diverse modalità di contaminazione. Certamente il complesso industriale ha causato, fin dall’inizio, un inquinamento dell’aria e delle acque dovuto a sostanze chimiche e a prodotti della lavorazione, cui sono state esposti direttamente i lavoratori e indirettamente le persone che risiedevano lungo il fiume Sacco – conclude Zaratti - Oggi è nostro compito completare l’accertamento epidemiologico con un programma di sorveglianza sanitaria di tutte le persone residenti nelle aree critiche. Al contempo è necessario pensare a una riqualificazione dell’intera area attraverso meccanismi rigorosi di tutela, ad esempio attraverso la creazione di un Parco Agricolo, eliminando ogni attività inquinante”.
Già nella lontana primavera del 2005, il latte proveniente dagli allevamenti della zona risultò contaminato da pesticidi e solo pochi mesi più tardi, a luglio, furono rinvenuti sulla riva 25 cadaveri di mucche, morte sul colpo per aver bevuto l'acqua inquinata da una concentrazione altissima di sostanze tossiche.
Si tratta purtroppo di una vera e propria emergenza ambientale, dovranno infatti essere accertate eventuali contaminazioni delle falde acquifere della zona sebbene le ricerche disposte dall'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio siano state completate nel 2006, anche se, a quanto afferma sempre l'Assessore Zaratti "i risultati che oggi abbiamo a disposizione sono stati disponibili e subito presentati nel novembre scorso, a causa dei tempi tecnici di analisi".
Daniele Caselgrandi
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